Da anni dedico le mie energie nel trasmettere, a chi visita questa terra, lo spirito di una città e della sua gente, delle sue campagne, del ritmo pacato dei suoi mutamenti, dei suoi riti, delle sue tradizioni. Della sua straordinaria follia.

Il mio impegno è passione. E’ la volontà di condividere emozioni. E’ la voglia di contagiare chi ne ha bisogno. E’ il mio modo, semplice e diretto, di comunicare la storia di un luogo e di chi lo ha plasmato.

Visitare la città, Siena, non significa muoversi nei luoghi canonici dove tutti si addensano. Significa perdersi nelle viuzze ripide, nei castellari, nei prati silenziosi delle chiese minori, tra le fonti dell’acquedotto medievale, per poi approdare nel Campo, cuore battente da secoli, luogo dell’anima di una repubblica mai sconfitta. Oppure nascondersi in Duomo, vibrante, inquieto, solenne.
Significa riuscire a farsi divorare da quella splendida pazzia che genera una corsa di cavalli.

Visitare la sua terra vuol dire camminare, di secolo in secolo, sui frutti di una storia di nobili e mezzadri, sui resti di leggende di santi, sui monasteri, sui castelli, sui boschi fitti, sulle creste di colline brulle, aride, lunari.
Significa seguire le orme della Pia, i passi dei pellegrini, le soste dei viandanti, le preghiere degli eremiti.

Questa terra, questa città, hanno molto da dire ancora. Per chi sa di avere ancora da ascoltare.